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Museo dell’Insurrezione di Chochołów

 

Museo dell’Insurrezione di Chochołów
Chochołów 75
 

Il villaggio di Chochołów, situato nella regione del Podhale, possiede una storia ricca le cui origini sono datate al XVI secolo. Il primo documento noto è un privilegio per la carica ereditaria di scoltetto nel villaggio emesso dal re Sigismondo III Waza nel 1592 per Bartłomiej Chochołowski in seguito alla partecipazione di quest’ultimo all’avanzata contro Mosca. Chochołów è quindi un villaggio antico che prese parte attiva in importanti eventi storici. Bartłomiej non fu l’unico scoletto di Chochołow eccelse in coraggio nelle file dell’esercito reale. Al tempo dell’”alluvione svedese” negli anni 1655-1656 gli abitanti del villaggio divennero famosi per la loro partecipazione alla guerra sotto il comando del capitano reggente di Babimost, Krzysztof Żegocki. I successivi re polacchi approvarono diritti e privilegi degli scoltetti di Chochołów. Gli abitanti del villaggio, a loro volta, presero parte alla Confederazione di Bar.

Un ulteriore motivo di risonanza nel Podhale del villaggio di Chochołów provenne dall’Insurrezione del 1864, una breve avanzata a mano armata contro l’Austria ai tempi della rivoluzione di Cracovia, antecedente alla Primavera dei Popoli. Gli eventi del 1864 maturarono a lungo; non trascorse senza conseguenze il soggiorno del poeta Seweryn Goszczyński nel Podhale, nel 1832. Questi, fuggiasco dell’Insurrezione di Novembre, fu fondatore della clandestina Associazione del Popolo Polacco per la lotta insurrezionale contro gli oppressori nonché agitatore degli attivisti dell’associazione. Il piano di partecipazione all’insurrezione contro l’Austria nacque in seguito agli incontri dei cospiratori locali con gli emissari che raggiungevano il Podhale e intrecciavano contatti con gli attivisti nazionali fra i quali l’insegnante e organista Jan Kanty Andrusikiewicz, don Leopold Kmietowicz di Chochołów e don Michał Głowacki “Światopełk” di Poronin – successivamente capi del movimento di Chochołów.

Le coordinate iniziali dell’insurrezione furono fissate dal Governo Nazionale a Cracovia per il 21 febbraio. Le autorità austriache vennero a conoscenza dei piani insurrezionali e il 18 febbraio l’esercito austriaco entrò a Cracovia. I membri del Governo Nazionale esitavano a disdire l’insurrezione, tuttavia tali notizie non giunsero mai a Chochołów, vista la notevole distanza da Cracovia. La sera del 21 febbraio i montanari armati, sotto il comando di Andrusikiewicz e di don Kmietowicz, attaccarono la postazione dei doganieri austriaci a Chochołów. Dopo aver disarmato i doganieri Andrusikiewicz proclamò lo scoppio dell’insurrezione. Gli insorti varcarono il confine tra la Galizia e l’Austria raggiungendo il villaggio di Sucha Hora onde approvvigionarsi dei mezzi finanziari destinati alle necessità del movimento nell’ufficio del dazio. Il dazio fu prelevato senza difficoltà – uno dei doganieri si schierò addirittura con gli insorti. Il giorno seguente fu dedicato all’arruolamento dei volontari e alla preparazione delle armi. La sera del 22 febbraio a Chochołów si radunarono circa cinquecento contadini provenienti da villaggi limitrofi come Witów, Dzianisz e Ciche. Verso mezzanotte gli insorti radunati furono attaccati inaspettatamente dai doganieri comandati dal commissario della guardia di finanza di Nowy Targ, Romuald Fiutowski, soccorsi a loro volta dai contadini ingannati dagli Austriaci provenienti da Czarny Dunajec. Nella scaramuccia furono feriti i comandanti dell’insurrezione, don Kmietowicz e Andrusikiewicz. La resistenza risultò inutile visto che per domare la situazione sarebbero giunti soccorsi. I comandanti e i partecipanti all’insurrezione di Chochołow subirono gravi condanne. Molti di loro finirono nelle prigioni di Spilberg, Kufstein e Wiśnicz. Don Kmietowicz fu condannato a morte, condanna in seguito volta in pena di detenzione pluriennale. Andrusikiewicz e gli altri furono catturati e condannati a detenzione in condizioni gravi e, dopo, tutti liberati dalla rivoluzione del 1848 chiamata “Primavera dei Popoli”.

L’esposizione presentata al Museo dell’Insurrezione di Chochołów ricorda questo episodio del 1864, rimasto nella storia di Chochołów sotto il nome di “poruseństwo”. Il Museo fu inaugurato nel 1978 ed allestito in una casa che un tempo apparteneva ad un ricco contadino, Jan Bafia. La casa di Bafia è un tipico esempio dell’architettura della regione del Podhale, realizzata dunque a mezzo di travi squadrate sovrapposte; è composta da un ingresso, stanza “nera” e stanza “bianca”, il ripostiglio completo di un sovrappalco.

L’allestimento degli interni tenta di coniugare gli episodi dell’insurrezione con un’esposizione etnografica che presenti le condizioni di vita di una famiglia dei montanari a metà ‘800. Nella stanza “nera”, dove si svolgeva la vita quotidiana dei familiari, si collocano oggetti necessari all’esecuzione dei lavori di casa. La stanza “bianca” detta “di gala” ha un carattere diverso. Usata durante le feste, è luminosa, piena di oggetti decorati, dipinti su vetro, ceramica, dunque degli oggetti atti a dimostrare la posizione economica della famiglia.

In tutti gli spazi della casa sono stati collocati dei pannelli informativi che costituiscono la parte storica dell’esposizione. Ci sono quindi un cartiglio con il calendario degli avvenimenti di Chochołów nonché le armi adoperate dagli insurrezionisti. I testi, i fax simile dei documenti e gli schizzi testimoniano le vecchie tradizioni del villaggio reale di Chochołów. Una parte dell’esposizione è stata dedicata a Seweryn Goszczyński, poeta e cospiratore legato alla famiglia dei Tetmajer da Łopuszna. Per rendere più larga la visione degli antefatti dell’insurrezione di Chochołów i visitatori possono seguire lo svolgimento della rivoluzione di Cracovia del 1846 e successivamente i preparativi all’insurrezione stessa rappresentati a mezzo delle silhuette dei comandanti, documenti, una lista dei partecipanti e l’epilogo del “poruseństwo” cioè le repressioni da parte dell’oppressore. L’insurrezione di Chochołów, benché rappresenti solo un episodio, rimane sempre vivo nella coscienza degli abitanti del villaggio. Testimonianze in forma di documentazione delle cerimonie celebrate in occasione degli anniversari dell’insurrezione, specialmente eloquenti alla soglia delle lotte per l’indipendenza nel 1913, sono parte del museo. L’esposizione è completata da una raccolta di documenti scritti - sia scientifici sia poetici o prosaici - nei quali l’insurrezione di Chochoów ha trovato spazio, nonché la scultura popolare contemporanea ed una pittura su vetro dedicata alla stessa tematica.

 


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Translated by Marzena Musiał & Silvia Bruni