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Galleria di Władysław Hasior

 

Galleria di Władysław Hasior
ul. Jagiellońska 18b
 

È la galleria d’autore delle opere dell’artista. Władysław Hasior nacque nel 1928 a Nowy Sącz e nel 1952 compì gli studi presso il Liceo Statale delle Tecniche Plastiche a Zakopane, dove studiò nella classe dell’eccelso professore e artista, Antoni Kenar. Frequentò l’Accademia delle Belle Arti a Varsavia dal professor Marian Wnuk e vi conseguì il diploma di laurea nel 1958. L’anno successivo frequentò l’atelier di Ossip Zadkine a Parigi. Prima ancora si legò al Liceo Statale delle Tecniche Plastiche a Zakopane e per molti anni fu professore per le nuove generazioni di studenti di questa scuola.

Dal 1959 partecipò a tutte le esposizioni locali degli artisti di Zakopane e alle iniziative del circolo degli artisti raggruppati presso il Liceo Statale delle Tecniche Plastiche intitolato ad Antoni Kenar. Negli anni ’60 e ’70 Władysław Hasior presentò le sue opere durante numerose mostre in Polonia e all’estero. Viaggiò molto e visitò Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda, Francia, Italia, Austria, Germania Occidentale, Uruguai e Argentina. A Zakopane partecipò attivamente per molti anni all’organizzazione degli eventi dedicati all’arte - Saloni della Grafica in febbraio, Saloni della Pittura in marzo, Rassegna dei Film sull’Arte. Fu inoltre autore di originali monumenti e sculture all’aperto, nella cui costruzione prevalgono il fuoco, l’acqua e il suono. In Svezia nel 1972 realizzò la scultura Biga Scandinava. L’artista collaborò inoltre con il teatro come scenografo.

Le opere di Władysław Hasior sono presenti in musei polacchi a Cracovia, Varsavia, Łódź, Poznań, Stettino, Breslavia, Bydgoszcz, Lublino, Nowy Sącz, Zakopane e presso musei esteri a Helsinki, Parigi, Stoccolma, Oslo, Sao Paulo, Roma, Milano, Edimburgo, Bochun, Duisburg, Amsterdam nonché numerosissime collezioni private.

Nel dicembre 1984 le sue opere furono trasferite da un piccolo atelier dell’artista alla galleria situata in via Jagiellońska, allestita nella sala di riposo del sanatorio “Warszawianka”, costruita nel 1935 su progetto di Tadeusz Litawiński. La sala di riposo aveva due piani, di cui la parete meridionale eseguita in vetro. Grazie all’adattamento degli interni furono ricavati degli spazi su più livelli che fungono da sale d’esposizione, spesso sala da concerto, da dimora e da atelier dell’artista. L’attività della galleria iniziò nel febbraio del 1985.

Nella Galleria di Władysław Hasior trovano posto famosi stendardi, composizioni tridimensionali e sculture, eseguiti in materiali vari, oggetti comuni, spesso cianfrusaglie, che nelle mani dell’artista acquisiscono nuovi significati. Provvisti di titoli metaforici e scherzosi invitano alla riflessione sul mondo contemporaneo e sull’arte.

“Hasior è parente di artisti-poeti tardomedievali – scriveva dell’artista lo storico dell’arte Marek Rostworowski – che evocavano un mondo bello e mostruoso unendo la realtà alla metafora e all’aldilà, che dovevano incantare l’uomo tormentato dalla realtà e ansioso di poterla oltrepassare – l’epoca di Hieronymus Bosch, Bruegel, delle streghe o degli spagnoli amanti del martirio. [...] Nessun oggetto nelle sue mani è quello che rappresenta ma appare nell’aspetto conferitogli da un’immaginazione incontrollata. È una favola, anche perchè nelle frasi di Hasior le parole hanno un altro significato che ogni parola a se stante”.

Le opere di Władysław Hasior sono universali. Sono inoltre molto polacche. Legate alla regione del Podhale - con la sua cultura, fede, storia, natura, con ciò che è decisivo nel lavoro, determina il ritmo della vita, ciò che appartiene alla tradizione e ai tempi moderni di questa terra e ha un significato universale. Non è un elemento aggiuntivo, presente accanto alle altre qualità locali. Al contrario. Tutto quello che fa Hasior possiede delle qualità universali”. Le parole di Mariusz Hermansdorfer, citate dall’introduzione del catalogo all’esposizione dell’artista, appaiono come un’efficace sintesi della sua attività. Władysław Hasior morì a Zakopane il 14 luglio 1999. La Galleria, artista vivente, fu luogo di incontri con l’arte organizzati dall’artista. Nella parte destinata alle esposizioni temporali erano sempre presenti artisti contemporanei tra cui pittori, scultori e fotografi che presentavano le proprie opere.

 


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Translated by Marzena Musiał & Silvia Bruni